venerdì 7 ottobre 2011

Benvenuto Gregory

La società dà il benvenuto a Gregory, il primo cinghialetto del Ponente.
I nostri complimenti vanno a mamma Anne Cècile e a papà Guillaume Besnard.

Gregory è nato alle 12:31 del 5/10/2011. Ha degli splendidi occhi azzurri e il bel peso di 3,780Kg, ma cosa ci potevamo aspettare da un cinghiale?????

Un in bocca al lupo a tutta la famiglia per questa lunghissima avventura chiamata Vita.

giovedì 6 ottobre 2011

L'Eroica

Guardare indietro per pedalare avanti

C'è un uomo solo al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è...", avrebbe detto Ferretti alla radio. Adriano De Zan invece, vedendo uno con la maglia della Del Tongo scattare dal gruppo, avrebbe commentato, commosso, "Campione del Mondo! Saronni è Campione del Mondo!", pensando al mondiale di Goodwood.

Ma per fare la cronaca dell'Eroica, la cicloturistica che si svolge da 15 anni nelle terre del Chianti, ci vorrebbe un po' di uno e un po' dell'altro e anche di più, perchè l'epica del ciclismo nasce prima della radio e della TV, prima del mondo di oggi. Sulle strade bianche attorno a Gaiole in Chianti, impegnati sugli sterrati intorno a Radda, Panzano, Greve, quel giorno si incontrano tutti: Lemond, Hinault, Bottecchia, Coppi, Bartali, Moser, Girardengo. Non gli originali, ovviamente, ma atleti, appassionati, amanti del ciclismo e della bicicletta che li interpretano, vestendosi come loro, sulle stesse biciclette.

Partecipare all'Eroica è vivere un giorno nella storia del ciclismo. Non è la solita mascherata, come molti cortei storici in cui geometri con lo spadone o dentisti con l'armatura intavolano finte battaglie per i turisti: all'Eroica si pedala davvero, con le (pesantissime) biciclette di una volta e sulle stesse (durissime) strade non asfaltate. Sarà perché questo passato è lì a due passi e a volte si perde ancora nel presente, sarà perché il ciclismo di oggi fatica a trovare quell'epica di cui c'è tanto bisogno, ma il fatto che

domenica scorsa, 2 ottobre 2011, all'Eroica ci fossero 4000 persone, equipaggiate da ciclisti di una volta, con la voglia di pedalare, soffrire, partecipare, dovrebbe far pensare. La ricerca scientifica esasperata dagli sponsor, i secondi limati ad ogni costo, i contratti milionari, non hanno cancellato la voglia di sport, lo sforzo dei campioni, le narrazioni delle loro imprese. L'Eroica è recuperare quei valori: "forward to the past", più che "back to the future".

L'Eroica ormai è un'istituzione: nata come per scherzo, ma anche per salvaguardare le strade bianche dall'asfalto selvaggio, è cresciuta, anno dopo anno, tanto che gli organizzatori hanno dovuto imporre il numero chiuso e le iscrizioni si chiudono in pochi giorni. Il campo sportivo della Chiantigiana, la squadra di calcio locale, zeppo di tende e di cicloeroi accampati. Per partecipare all'Eroica arrivano da tutto il mondo: inglesi, americani, australiani e francesi, veri filologi del ciclismo.

Nei giorni prima della partenza si tengono una serie di eventi collaterali, tutti sul ciclismo di una volta, come lo spettacolo, “La Maglia Nera”, degli attori Massimo Poggio, Matteo Marsan e Gualtiero Burzi e la presentazione di "Giulia e Fausto", di Alessandra De Stefano, sul travagliato amore di Fausto Coppi e Giulia Occhini. Per partecipare mi vesto anch'io: c'è un fornitissimo mercato con pezzi di ricambio, telai, pedali e abbigliamento rigorosamente d'epoca. Trovo la maglia di Campione Ligure dell'83, sponsor "Tonno Insuperabile". Cosa voglio di più? Ma è di lanina, sarà dura con il caldo che fa. Silvia degli Amici della Bicicletta di Genova, indossa invece la casacca bianco-blu della G.S. Bagnarese: è perfetta anche con una gonnellina, very cycle-chic. La bicicletta ce l'ho: una Giuseppe Bianchi di metà anni '70. Costruzione artigianale, ancora oggi è un gran bel mezzo.

Attorno, gravitano una serie di personaggi da fumetto: c'è Garibaldi con tanto di casacca rossa, bandiera e barba tricolore (trattandosi di eroica, chi meglio di lui?). C'è il Luciano Berruti, cicloamatore famoso per l'allestimento del Museo della Bicicletta di Cosseria; lui come altri, guida bicilette con i cerchi in legno ed esibisce baffoni a manubrio. Ogni tanto si incontra qualche anziano ciclista appassionato che non resiste a darti dettagli inattesi e rari sul telaio o il cambio della tua bicicletta.

Cronaca della corsa.

Per la prima volta all'Eroica, da ciclista del 2011, scelgo il percorso di 75 km, ma c'è chi parte alle 5 del mattino per fare quello da 135 o 205 km: sono loro i veri cicloeroi. Se pure non c'è ordine di arrivo e nessun vincitore, non bisogna credere che l'Eroica sia una passeggiata: le dolci colline del Chianti nascondono stupende ville, castelli, borghi, ma tra le vigne ogni tanto spuntano salite durissime, con pendenze dolomitiche, assolate, sterrate, di un bianco che abbaccina. Al km 40, dopo la salita di Radda, ecco il primo rifornimento: pane, zucchero e vino, il Chianti scorre a fiumi. Quello che ci vuole per allontanare la crisi

di fame. Poi, per fortuna, giù, discesa digestiva. Ma, affannati dal caldo o ebbri di vino, sbagliamo strada: abbiamo tagliato il percorso di 35 km e dopo una discesa che svena i polsi, siamo già all'arrivo. Ce ne accorgiamo però solo in fondo, assieme ad un ragazzo americano con la maglia di Bernard Hinault.

La decisione arriva in un secondo: risaliamo fino al bivio. Nessuno ci salva da 6 km di salita durissima. Dal cellulare come da radiocorsa giungono poi notizie sconfortanti: una di noi si è ritirata. Ha saputo che è morto il gatto.
Ritornati in corsa, faccio da gregario a Silvia. Incontriamo una coppia di svizzeri: è subito sfida. Ci sopravanzano su uno strappo, lui pedala che pare Cancellara. Lei tiene la ruota.
Al km 63, in un tratto duro di strada bianca, la mia G. Bianchi cede: rompo la catena. Sono disperato, la mia Eroica è compromessa, all'arrivo mancano ancora tanti km. Ma facciamo un tratto a piedi e incontro il signor Anselmo: la sua bici è fuori uso, ha perso il cambio, ma ha con sé uno smagliatore e posso riparare la mia catena. L'Eroica può continuare.
Al km 72, dopo Panzano, il tratto più duro: un muro di 800 m al 12%. Sulla strada, un'ecatombe di biciclette e ciclisti stremati dalla fatica. Molti spingono la bici a piedi. Ma in cima arriva la ricompensa: ultimo rifornimento. Panini, ribollita e panforte.
Non bisogna lasciarsi andare perché mancano 15 km all'arrivo. L'esperienza di ciclista agonistico non mi tradisce: infatti, abbandonati sotto una quercia, troviamo la coppia di svizzeri: lei deve aver esagerato con la ribollita.

Non li vedremo più fino al traguardo. Lo tagliamo con incredibile ritardo, la sera alle 17, fuori tempo massimo da ogni prestazione agonistica, ma con la certezza di essere stati eroici per un giorno.

Giacomo.


lunedì 3 ottobre 2011

Marcia dei Tre campanili trionfa Yann

Vittoria di Yann Ballestra (Ponente triathlon) nella camminata di circa 10 km svoltasi stamattina sulle alture di Ventimiglia, prima donna Marina Rossi (Trionfo ligure)

E' proprio il caso di dirlo: un "cinghiale" domina i "tre campanili". Al termine di una gara molto “tirata” l’atleta Yann Ballestra (tesserato per il Ponente triathlon, squadra locale che ha come simbolo il cinghiale),e già specialista delle gare “trail”, vince la camminata dei Tre Campanili, organizzata dal circolo culturale Pro Marina e dal Comitato Pro centro storico di Ventimiglia, svoltasi ieri tra le località di San Lorenzo, Seglia e Ventimiglia Alta (10km circa) con un tempo indicativo di 56 min.

Prima classificata delle donne la podista Marina Rossi (foto, già specialista delle corse in montagna).

Il numero dei partecipanti è stato in linea con le aspettative e ha registrato i 107 iscritti.

La marcia è stata organizzata dal circolo culturale Porta Marina e dal Comitato Pro Centro Storico.


Leggi su: http://www.ponenteoggi.it/categorie/leggi-articolo/argomento/sport/articolo/marcia-dei-tre-campanili-trionfa-yann-ballestra-della-ponente-triathlon.html#ixzz1ZixT0KfR
www.Ponenteoggi.it

venerdì 30 settembre 2011

Maratona di Berlino

Cari cinghiali,

Vi voglio raccontare un'esperienza indimenticabile: la mia prima
maratona. Surclassato dalle incredibili imprese del mio amico Franco e curioso
di provare una nuova sfida, a Novembre 2010 decido di iscrivermi ad una
maratona. Non ho dubbi, sarà a Berlino, una città fantastica, giovane, viva,
alla quale sono molto affezionato in quanto Desirée é una berlinese!

La mia preparazione inizia un po' tardi è ormai luglio, ho alle spalle
qualche gara di triathlon, ma anche qualche serata divertente con gli amici e
di ciò me ne rendo conto quando Franco, simpaticamente mi riprende:" Ti stai
preparando per la Maratona o per l'Ocktoberfest?"
Franco ha ragione, devo cominciare coi lunghi, ormai non ci sono piú scuse. La
caviglia ed il piede sinistro mi danno qualche problema e allora decido di
puntare prima sui combinati lunghi e poi, ad Agosto, riesco a correre per tre
volte sopra i 25 km, ma mai andando oltre i 28. È una preparazione scarsa, ne
sono consapevole, ma allungare sarebbe un azzardo e metterei a rischio il
piede e quindi la partecipazione alla gara. Qualche amico falchetto, informato
dei miei problemi, sarebbe già pronto a prendere il mio posto, ma col cavolo
che lo cedo, alla peggio corro con le unghie!!
A settembre mi comincia a salire la tensione, ad alimentarla ci pensano le
email di quei simpaticoni dei teteschi di germania: gli organizzatori della
Berlin Marathon cominciano a tempestarmi con il countdown!
Per tranquillizzarmi, comincio a pensare razionalmente e cerco di organizzare
la mia maratona: primi 10 k nei quali prenderó consapevolezza della gara,
secondi 10 di ritmo, terzi dieci nei quali si potrebbe anche cominciare ad
accusare un po' di stanchezza, e poi ..... e poi.?.... e poi ne mancano ancora
12 che non ho mai provato! A questo punto potrebbe anche prendermi il panico, e
invece no, perchė riesco a riflettere ed a pensare che nella vita non sarà mai
possibile pianificare ogni cosa !
Arrivo a Berlino sabato mattina e subito raggiungo Tempelhof, mitico aeroporto
oggi trasformato in affascinante centro fieristico: devo ritirare il pettorale.
Mi colpisce subito l'organizzazione, in pochi minuti di coda raggiungo il mio
settore e ritiro il pettorale, uno dei 40.000!
Desi mi dice che i berlinesi sono orgogliosi della loro maratona e che la
città si é preparata al meglio per l'evento; per il giorno successivo é
prevista la partecipazione di più di un milione di persone a festeggiare lungo
il percorso! Mah sarà vero?
Ci siamo é domenica mattina, sto facendo colazione e sono già in ritardo!
Guardo infatti dalla finestra e ci sono già in strada due miei compari con i
sacchetti della Berlin marathon che si stanno avviando alla partenza. La
finestra non si affaccia né sulla partenza né su una via principale...Va boh,
mi dico sarà un caso. No è vero, non é un caso! Appena scendo in strada ne
incontro altri due, raggiungiamo la fermata della metropolitana e sono altri
quattro, al primo cambio della linea metropolitana non riesco già più a
contarli! Mi sento un po' come una particella d'acqua che raggiunge il fiume e
poi il mare. Quando arrivo alla Porta di Brandeburgo, vicino alla partenza,
comincio ad essere emozionato ed affascinato, é già grande festa! Tra musica a
palla e rigorosi controlli raggiungo con gli altri 40.000 le gabbie
assegnate.
Fantastico ci siamo! Partono subito le prime tre gabbie, davanti ci sono i
Grandi, per me sicuramente alieni! Noi dietro partiamo 10' dopo. È una
grandissima emozione, ci vorranno 10 km per calmarla, comunque riesco subito a
godermi la gara. I berlinesi si dimostrano all'altezza della loro fama: sono
incredibilmente festosi, ad ogni km c'é un gruppo che suona, ragazzi che
sorridono con enormi boccali di birra e ragazze che ballano .......e
cavoli come ballano!
Arriviamo ai 25 km, ed il mio gruppo, una corrente che mi precede e mi segue
senza discontinuità, comincia a rallentare in corrispondenza dei ristori,
adesso si riesce a bere senza foga e affanno.
Al trentesimo mi rendo conto che ogni km si sta allungando, non sto prendendo
le curve troppo larghe, é la fatica! Sono tuttavia sereno e non ho particolari
problemi, decido comunque di rallentare.
Al quarantesimo, una sorpresa, Desirée mi chiama, é la terza volta che riesce
ad intercettarmi nella fiumana e a farmi festa, ma questa non l'avevamo
programmata, ne sono felicissimo. É visibilmente emozionata, sa che ormai ce
l' ho fatta, ma io non riesco a comprendere la sua emozione e credo
erroneamente che mi veda malconcio.
Chiudo in 4h27', un tempo enorme se paragonato a quello degli alieni, ma
giusto comunque per godere della festa, della fatica e delle emozioni
provate!
Il prossimo anno ci sarò sicuramente......si, ma con il boccale di birra!

Il cinghiale Enrico

martedì 27 settembre 2011

I CINGHIALI TORNANO ALL'ELBA

Domenica Andrea Caffara e Guillaume Besnard hanno partecipato al 70.3 all'Isola d'Elba.
I nostri due atleti hanno ben figurato con Andrea 25°con il tempo di 5h24'14" e Guillaume 28° in 5h25'19".

Come da pronostico visto l'eccezionale stato di forma Besnard ha fatto segnare il primo tempo nei 21Km finali con il tempo di 1h22"36" recuperando ben 146 posizioni tra bici e corsa. COMPLIMENTI

Rimaniamo in attesa di qualche bel resoconto.


Classifica completa qui: http://www.kronoservice.com/it/kstiming/schedaclassifica.php?type=nocomp&idgara=688&idperc=2

LANCE is back.....

Dopo anni di voci che ne annunciavano il ritorno alla triplice e lo davano presente all'IM Hawaii, Lence Armstrong è tornato al triathlon dopo 23 anni, ma ha sceto l'Xterra USA.

Ha finito 5° regalando probabilmente ai quattro atleti davanti a lui emozioni uniche. Al quarto posto si è piazzato il campione sudafricano Conrad Stoltz, ha raccontato di aver ripreso Lance in mtb: “Mi sono detto ‘Sto passando Lance in bici, questo è un sogno?!’. Quella è stata la prima vittoria della giornata”.
Il commento del Texano è stato: "E' stata più dura di quanto pensassi, potevo stare a casa a bermi una birra e giocare a golf tutto il giorno....."

La gara è stata vinta dal francese Lebrun e da Melanie McQuaid tra le donne.

giovedì 22 settembre 2011

A Castellar....nonostante il nubifragio......

Domenica 18 Settembre nonostante la pioggia battente fin dalle prime ore del mattino il triathlon di Castellar ha avuto regolarmente corso e dei 250 iscritti ben 185 hanno portato a termine la loro prova.

I cinghiali al via erano solo tre (ma ben due nelle prime dieci posizioni) più uno nelle veci di giudice.

L'organizzazione e la sicurezza come al solito sono state impeccabili peccato per le condzioni meteo.

Al via hanno preso parte numerosi atleti Italiani ed escluso un comportamento davvero deplorevole di un atleta piemontese mi sembra che sia filato tutto liscio.

Da segnalare la seconda piazza assoluta di Besnard nel Rocascap circuito composto da tre gare (Gorbio-Cap D'Ail-Castellar).

Classifica: http://triathloncastellar.fr/Fichier%20a%20Telecharger/Resultats/Resultat%202011.pdf